Sunday, September 11, 2005

Come si vive qui e... i media

Qualcuno mi ha chiesto di descrivere la mia situazione qui.
Non è facile immaginarsela…

Man era una città di medie dimensioni, sui 100.000 abitanti; ora, dopo la guerra la popolazione è passata a 40.000 perchè molti sono scesi al sud per studiare o lavorare. Il lavoro in effetti manca quasi completamente, solo alcune segherie riescono a sopravvivere. Per il resto agricoltura di sostentamento e piantagioni di caffè e cacao (che però hanno problemi per il trasporto) e il mercato (si vende di tutto, perfino i sacchetti e le scatole usate).
Le scuole (dopo qualche mese di ineterruzione) hanno continuato, ma molti insegnanti non perecipiscono stipendio da molto tempo o solo a singhiozzo.
L’ospedale lavora tanto, retto da Medici senza Frontiere del belgio: è la più grande attività lavorativa della città con oltre 200 addetti. Fanno un buon lavoro. Hanno preso la politica di non far pagare nulla (nè visite, nè farmaci)… per evitare che, girando soldi, ci siano problemi… il ritorno alla normalità, quando lascieranno, sarà duro per la gente ormai abituata così! (prima della guerra le cure in ospedale erano piuttosto care).
Buona parte delle persone qui fa un solo pasto al giorno.

Ma ci sono fenomeni che sorpendono.

Per esempio sono diffusissimi i cellulari, unico mezzo di comunicazione. Costano poco se ne trovano anche usati. Le due compagnie di telefonia mobile vendono carte prepagate; una volta caricato il cellulare il periodo di validità scade in fretta e tocca ricaricare anche se c’è ancora credito. Se non ricarichi hai però ancora un periodo (1 o 2 mesi) nel quale non puoi chiamare ma continui a ricevere. E’ così che si sono diffuse le “cabine telefoniche” nome altisonante per identificare una sedia e un minuscolo banchetto al quale ti offrono un cellulare per chiamare a un prezzo inferiore a quello che spenderesti col tuo: così nessuno si sogna di usare il proprio portatile per fare chiamate (ma può riceverne) e lo utilizza invece per gli SMS.

Discoroso analogo per internet. Scarsissima diffusione di computere nelle case e bassa penetrazione di linee telefoniche fisse (surclassate dai cellulari); in più il costo della telefonata per connettersi a internet non è uno scherzo e devi aggiungere la spesa dell’abbonamento al provider. Insomma: proibitivo! Ma questo ha fatto fiorire una miriade di cyber-cafè, dove a un prezzo irrisorio vai a consultare la tua casella su yahoo e tutti, soprattutto i giovani fanno così.
Dimenticavo… il caffè non lo offrono.
Io sono tra i pochi fortunati a avere internet a casa, ma frequento abbastanza il cyber-cafè a causa dei costi: in più è una buona occasione per socializzare.
Insomma ci si arrangia.

Certo dopo un po’ ti accorgi di quante sono le cose di cui non credevi poter fare a meno… e invece non è assolutamente vero.

5 Comments:

At 11 September, 2005 21:56, Blogger tonyyy said...

This comment has been removed by a blog administrator.

 
At 12 September, 2005 06:34, Blogger Riccardo said...

Ho aggiunto un link al tuo blog qui su Global Voices Wiki sotto Local Blogs. Vediamo se i gestori del Wiki lo lasciano dopo aver verificato (immagino di sì).

Nota: il commento subito sopra, di tonyyy, se non lo avrai già tolto quando leggerai, è spam. Temo che anche la protezione data dalla registrazione non funzioni del tutto.

 
At 15 September, 2005 06:34, Blogger chico said...

Ciao Carlo, che bello risentirti :D

Grazie per questo sguardo che ci dai la possibilita' di gettare sulla situazione dell'Africa per quanto riguarda i mezzi di comunicazione...

 
At 18 November, 2009 19:05, Anonymous Anonymous said...

imparato molto

 
At 02 May, 2011 15:31, Anonymous Anonymous said...

E 'stata una bella idea! Voglio solo dire grazie per le informazioni che avete condiviso. Basta continuare a scrivere questo tipo di post. Io sarò il vostro fedele lettore. Grazie ancora.

 

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